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Sui pedaggi ha ragione Castelli e torto Alemanno

Non è questione di Roma o Milano. E' questione di rigore e demagogia. Le infrastrutture vanno pagate da chi le usa, come qualunque altro bene economico. Io sono romano e non ho apprezzato che la prima cosa che abbia fatto il sindaco capitolino, quando si è insediato, è stato smontare la politica della mobilità di Walter Tocci, fondata sulla sacrosanta tariffazione della sosta. Alemanno ha ridotto da 8 a 4 euro la tariffa per 8 ore di sosta, rendendo di nuovo conveniente prendere la macchina per chi si sposta per lavorare. Si è visto il risultato.

Roberto Castelli ha ragione, quindi, e non perché è leghista né certo  per qualche provocazione di troppo. Ha ragione perché il suo ragionamento è logico e ogni infrastruttura andrebbe pedaggiata: è l'unica strada che abbiamo  per ammodernare il nostro sistema infrastrutturale, è l'unica strada per una mobilità più responsabile e meno disordinata sul piano ambientale.

Pensare di non pagare le infrastrutture, perché sono un diritto, proprio come l'acqua, è una visione infantile che produrrà altri guai e altri ritardi. Questo non ha nulla a che fare con il fatto che ai pendolari possano essere fatti abbonamenti a tariffe molto contenute oppure che i poveri non devono pagare l'acqua. Fornire incentivi, aiuti e sconti alle fasce sociali deboli sul lato della domanda è meno distorsivo e più efficiente che non far pagare il raccordo anulare a nessuno, ricco o povero che sia. Se entrate in un negozio a comprare un filone di pane, chiedete al commerciante di darvelo gratis?

 

 

  • cooksappe |

    sono d’accordo che un servizio non essenziale lo si debba pagare..

  • paolo bognetti |

    E’ vero, sono stato eccessivo liquidando il suo pezzo come il frutto di un giornalismo poco attento alla realtà delle cose. Non è certo il caso suo, che in quanto a competenza non è secondo ad altri. Torno a ripeterle che sulla Roma-Fiumicino son d’accordo. Le faccio notare comunque che con la Colombo al massimo può andarci ad Ostia. Resta la Via del Mare, nel nostro caso, veramente, la quasi interamente parallela Via Portuense, che però è una consolare rimasta della stessa dimensione di quella imperiale, non intendo mussoliniana ma SPQR. Il buon Rutelli con i soldi del Giubileo mise mano ai lavori che furono iniziati per i Mondiali di calcio del ’90. Faccia questa strada per andare in aeroporto la prossima volta che le capita di prendere un aereo. Buona fortuna per due bei motivi; primo il traffico enorme, secondo la difficoltà di superare gli svincoli astrusi con spostamenti di corsie. Il fatto è che Castelli ed Alemanno discutono partendo da basi comiche, ossia se prevale o meno il nord sul sud, tanto per fare fumo quando alla base di tutto c’è la necessità da parte dello Stato di fare cassa. Dare corda a tali sciocchezze, a mio avviso, non è proprio un argomento che doveva affrontare. Il disagio nel muoversi a Roma comunque non è assolutamente legato al pedaggio ma alle scelte di non aver privilegiato altri mezzi oltre le auto. Capisco che ora investire su ferro, tram e quant’altro significherebbe impiegare danari che non ci sono, ma a proposito di Norvegia, Francia e California, credo che le prime due nazioni da lei citate abbiano rispetto alla loro superficie geografica, un numero di abitanti molto limitato se paragonato al nostro, ma con una rete di infrastrutture dieci volte superiore. La California non la conosco ma credo che per loro il nostro GRA sia una strada di campagna.

  • giorgio santilli |

    Bognetti, le invidio le granitiche certezze. Un po’ meno l’offesa gratuita.
    Qualche aggiornamento. Podestà ha un progetto di pedaggiamento della tangenziale a Milano. I decreti attuativi del federalismo fiscale introducono la tassa di scopo per finanziare infrastrutture in territorio urbano. L’eurovignette non si applica alle città, ma introduce innovazioni importanti di contributi incrociati tra modalità. L’ecopass milanese ha altri obiettivi – riduzione delle emissioni e del traffico – ma può entrare nella nostra discussione. Anche la tariffazione romana è un prezzo di uso dell’infrastruttura.
    Se ha voglia di uscire un po’ dall’Italia, le consiglio “Trasporti e infrastrutture – Un’altra politica è possibile”, curato da Francesco Ramella e appena edito nella collana dell’Istituto Bruno Leoni. Al capitolo 5 “Congestione stradale: il pedaggio urbano, strumento da usare a favore degli automobilisti” troverà i tunnel e pedaggi urbani in Norvegia, le metrostrade in Francia, le autostrade urbane a pedaggi variabili della California.
    Spazi per discussioni serie ce ne sono, se si ha voglia di discussioni serie. Liquidare la cosa dicendo che il problema è l’origine e l’arrivo di un’arteria all’interno dello stesso comune, mi pare riduttivo. Quanto alla Roma-Fiumicino perché dovrebbe essere esclusa dal pedaggio in quanto unica via? C’è la via del mare e la Colombo e lei userebbe le complanari per andare da Milano a Roma in auto?
    Il raccordo anulare non è una strada comunale, ma un raccordo autostradale a gestione Anas. Un’autostrada urbana, né più né meno.
    Il punto non è quel che c’è oggi, ma come salvare la possibilità di avere ancora infrastrutture in Italia domani

  • pvali39 |

    Signor Santilli, non ho la sua competenza né la sua ampiezza di visione, tuttavia credo – nella sostanza – di condividere la sua appassionata replica.
    Ma… a proposito di barzellette, perchè non mette online TUTTE LE TASSE che OGGI pesano sul carburante ? Ci sarà di farsi venire i calcoli !
    Nuovamente con cordialità

  • paolo bognetti |

    io penso invece che Santilli abbia torto e che quello che sostiene Alemanno non conti un granchè. nella realtà tutte le autostrade di penetrazione a Roma si pagano, la A/24 ha tre caselli dentro la città, la A/1 ha il pedaggio a Castelnuovo di Porto, per andare a Fregene si è sempre pagato. La Roma-Fiumicino è forse l’unico caso che potrebbe essere interessato da pedaggio ma sarebbe impossibile raggiungere in altro modo l’aeroporto. La stessa A/1 ha una bretella che esclude Roma da molti anni ed è sempre stata a pagamento. Il GRA è una strada a scorrimento veloce completamente interna alla città; non ha alternative possibili. Gli italiani non pagano nessun tratto di anello interna alle città. I giornalisti spesso non sanno di cosa parlano oppure parlano senza cognizione di causa

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