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Ora una fase 2 per la crescita. Prima di Capodanno

Subito una "fase due" della manovra tutta rivolta alla crescita. E' vero che sulle liberalizzazioni si è fatto un (mezzo) passo avanti. E' vero che parte il "piano sud" che Barca e Passera hanno ereditato da Fitto. E' vero che ci sono norme per le infrastrutture e il Cipe ha distribuito o salvato 8 (e non 12) miliardi. Ma tutto questo non è un piano, non fa rete,non produce ancora nessuna spinta all'economia.

Si prenda ancora il caso delle infrastrutture. Delle 38 norme proposte, sono entrate nel decreto legge della manovra una dozzina di misure e sono rimasti fuori istituti innovativi come il contratto di disponibilità o lo stesso piano carceri costruito con i capitali privati. Quel salto di qualità per liberare energie e capitali non c'è ancora stato. Il colpo di pistola dello starter di un nuovo sviluppo (e non di un vecchio sviluppo arrivato al capolinea e faticosamente riavviato a metà) può arrivare solo da una visione organica, strumenti adeguati, politiche a 360 gradi e una comunicazione chiara e forte. Un piano per la crescita, appunto. Prima del 31 dicembre.