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Il project financing decolla (solo per piccoli lavori)

Dati contrastanti sulle public private partnership (Ppp) in Italia: cresce del 62% il numero di bandi di gara delle pubbliche amministrazioni, da 1.183 a 1.917, mentre l'importo complessivo scende del 20%, da 7,4 a 6 miliardi. Questo nei primi otto mesi del 2010 rispetto all'analogo periodo del 2009. I dati sono dell'Osservatorio Cresme. Fenomeno sempre più capillare, in sostanza, solo per piccoli lavori.

Mi vengono due considerazioni. La prima riguarda i miei dubbi, mai sopiti, sul vero decollo del finanziamento privato di opere pubbliche in Italia. Tutto è ancora troppo faticoso, formalizzato, proceduralizzato. Al tempo stesso le regole si fanno e si disfano. Facile per gli impianti fotovoltaici, complicato per strade e reti.

Finché non si chiariscono i rapporti contrattuali fra pubblico e privato e finché non si afferma che i contratti vanno rispettati, da entrambe le parti, non c'è project financing che tenga. Vale per le tariffe ma anche per gli impegni di investimento. Oggi se ne parla a un convegno organizzato dal Registro navale italiano con la presenza anche dell'Unità tecnica di finanza di progetto.

La seconda considerazione. Tutti i documenti ufficiali ci dicono, non da oggi, che l'impegno diretto della finanza pubblica nelle grandi infrastrutture strategiche diminuisce e andrà ancora di più diminuendo in futuro e che si devono attivare risorse private alternative per quote molto rilevanti sul totale. I dati sul project financing nelle grandi opere crollano verticalmente, le risorse pubbliche non ci sono. C'è ancora una politica in Italia per le infrastrutture strategiche?