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Troppe scuole a rischio: non basta la manutenzione (precaria)

Ci sono 12mila scuola a rischio in Italia, dice un documento ufficiale del ministero dell'istruzione. Sono quelle con "particolari criticità". Altre 2.400 non sono state bonificate dall'amianto, denuncia il Rapporto Impararesicuri 2010 di Cittadinanzattiva, facendo riferimento a una fonte informale del ministero. Lo stesso rapporto ci dice che 22.858 scuole in zona sismica sono state realizzate prima del 1979, anno in cui sono state diventate operative le prime misure antisismiche. Altre 3.458 sono in zone ad alto rischio di frane o dissesti idrogeologici. Non va molto meglio a spazi: ogni studente dovrebbe avere per legge almeno tre metri quadrati, siamo a 1,80 dalla materna alle medie, 1,96 per le superiori.

Cosa si fa per rimediare a questa situazione? Il governo ha avviato una prima tranche da 360 milioni rispetto a un programma di un miliardo avviato dal Cipe. Si potranno finanziare 1.718 interventi. I tempi sono lenti. Si è perso un anno per passare dalla prima delibera progarmmatica del Cipe all'assegnazione dei fondi che, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale il 24 settembre, manca ancora dei decreti di autorizzazione della spesa dell'Economia.

Questi interventi dovrebbero incidere sui casi più gravi di dissesto. C'è però una doppia consderazione da fare. La prima è se possiamo permetterci un tale stato di degrado degli edifici dove i nostri figli studiano o se non si debba pensare a questa come a una vera e propria emergenza nazionale, quanto meno per intervenire immediatamente (senza tranche parziali e lunghezze burocratiche) su tutte le situazioni più urgenti.

La seconda riguarda le modalità di intervento e il merito (anche pedagogico) del rapporto fra studente e spazio.

Gran parte delle nostre scuole sembrano più ospedali che scuole e sono state costruite con criteri e sulla base di norme antiquate. Bisogna aggiornare la qualità architettonica delle nostre scuole e alcune scuole-modello sono già state realizzate, anche in Italia. Creare spazi dove si favoriscano l'apprendimento. lo scambio culturale e l'integrazione. 

Bisogna dar vita a un programma di realizzazione di nuove scuole tecnologicamente e architettonicamente più evolute. Anche la scuola di Adro balzata alle cronache nei giorni scorsi per i simboli leghisti di cui è stata farcita, presentava però – al netto di questo aspetto propagandistico – alcuni passi avanti sul piano tecnologico-organizzativo.

L'esempio che più mi piace è quello della scuola elementare di Ponzano realizzata dallo studio C+S di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini. Tornerò sul tema, penso si presti a una campagna di sensibilizzazione, ma intanto vi rimando a quanto ho già scritto su questa scuola e alle osservazioni di Maria Alessandra che sta raccogliendo i progetti-modello in Europa e nel mondo per il suo libro "Imparare dallo spazio", di prossima uscita per Skira edizioni. Scarica Ponzano

  

  • alienlog |

    il tema delle scuole è un paradigma della condizione dell’architettura italiana, nonchè riverbero di una più ampia decadenza culturale. Per l’esperienza di chi scrive risulta difficile comprendere l’indifferenza e la pretestuosità di comportamenti politici specifici, in particolare quello che ha portato il sindaco di Roma Alemanno a sopprimere un’Unità Operativa del comune (la numero 11) che si apprestava a portare in conferenza di servizi circa 23 nuovi edifici scolastici (scuole materne e nidi) i cui progettisti scelti grazie ai 6 concorsi menoèpiù avevano la particolarità di costituire un’ampia ed eterogenea rosa di architetti “giovani” – nel nostro caso 30enni. Dunque se solo il sindaco attuale avesse avuto la lungimiranza di portare alla costruzione due anni fa queste opere oggi si sarebbe reso un servizio alla comunità rilanciando al contempo un mercato e una professionalità altrimenti stagnanti. Dunque il problema è ampio e ricco di spunti. In mezzo i nostri figli e una società che si ibrida sempre più.

  • maurizio |

    anche le scuole hanno le loro “caste”. ci sono i casi di eccellenza e ci sono le scuole disgraziate, che crollano sui nostri figli. e il divario sociale si allarga.

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