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Bene la scelta di 28 infrastrutture di serie A ma costano 110 miliardi e ce ne sono 39

E' un bene che dopo nove anni di stenti e difficoltà della legge obiettivo, il governo con l'allegato infrastrutture alla Decisione di finanza pubblica (Dfp) e il ministro Matteoli nelle sue dichiarazioni di ieri indichino espessamente la volontà di selezionare un gruppo ristretto di opere davvero prioritarie e dedicarsi esclusivamente a quelle. E' una scelta che si sarebbe dovuto fare dal primo giorno della legge obiettivo e che non si è fatta per responsabilità del Parlamento (che eliminò l'elenco risretto di opere aprendo la strada a trattative con feudi e potentati territoriali) e delle Regioni (che portarono la legge alla Consulta). Il punto, oggi, è che questo gruppo di 28 opere principali e loro opere accessorie costa 110,4 miliardi e ha disponibili finanziamenti per 39,1 miliardi soltanto.

Solo qualche esempio per dare un quadro più chiaro. Sono tutti numeri tratti dalla tabella 2 dell'allegato infrastrutture messo a punto dal ministero di Porta Pia con quello dell'economia. Il tunnel del Frejus costa 6.521 milioni (ma il progetto preliminare della Torino-Lione non è ancora passato al Cipe e si annunciano nuovi aggiustamenti), la disponibilità attuale è di 1.265 milioni. Il Brennero costa 4.140 milioni, ce ne sono 1.138 ma su quell'asse c'è anche l'asse Fortezza-Verona che costa 2.470 milioni e ne ha 54,2.

Sempre sul versante ferroviario, l'alta velocità Milano-Verona costa 4.850 milioni, ce ne sono 1.184 mentre per il terzo valico dei Giovi sulla Milano-Genova ci sono 719,5 milioni su 6.200. Per il Ponte sullo Stretto ci sono 1.650 milioni su 6.100. La ferrovia Napoli-Bari, new entry fra le grande priorità infrastrutturali nazionali, ci sono 1.493 milioni su 5.280. Solo alcuni esempi che però danno l'idea di quanto la parola fine per il programma delle infrastrutture strategiche sia ancora molto molto lontana.

  • STEFANO |

    la ringrazio. se ha altre info me le faccia avere tramite mail o il suo blog. saluti

  • giorgio santilli |

    Ufficialmente è ancora così, l’opera è integralmente finanziata dal concessionario, anche se il mancato closing finanziario con le banche fa pensare a qualche difficoltà, legata forse al fatto che il piano di finanziamento risale ormai al 2007. I cantieri, aperti nel luglio 2009, vanno avanti ancora con il prefinanziamento. Nessuno ha però mai parlato di contributo pubblico. La presenza nella tabella 2 dell’allegato infrastrutture, che conferma la pienezza delle disponibilità finanziarie a 1.611,3 milioni, è data dalla scelta dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia di inserire in quella tabella tutte le opere prioritarie, anche quelle a finanziamento privato e addirittura quelle già completate (per esempio il Passante di Mestre).

  • STEFANO |

    Salve Santili. Ho letto con iteresse il suo articolo, ma non capisco una cosa. Come mai nella tabella 2, tra le opere da finanziare, compare la BreBemi? Tale opera è stata “strombazzata” a destra e manca come il + importante project financing Europeo, nel quale dovevano confluire solamente capitali privati e l’onere del pubblico sarebbe stato pari a zero. Per quale ragione ora attende dei finanziamenti? E’ in grado di spiegarmelo? grazie

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