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Dal Rapporto Cresme 2011 la conferma: in Italia politica keynesiana alla rovescia

Il Rapporto Cresme 2011 sarà presentato il 9 novembre a Verona, ma già il Sole 24 Ore darà domani alcune anticipazioni di quello che è l'appuntamento congiunturale più atteso dell'anno nel settore delle costruzioni. Per i numeri un po' di attesa fino a domani. Le tendenze, invece, sono già chiare: un piccolo rimbalzo del settore privato ci sarà, soprattutto nelle nuove costruzioni residenziali, ma il settore pubblico continua a latitare. Anzi, si propone come la zavorra-killer del comparto. Per le opere pubbliche il 2011 presenterà nuovamente un pesante segno negativo dopo il -6% del 2008, il -7% del 2009 e il – 4,9% stimato per il 2010.

Un crollo che l'anno prossimo si tradurrà in una selezione delle imprese: più di qualcuno non ce la farà e sarà costretto a chiudere, complice anche i ritardi da parte della pubblica amministrazione nei pagamenti di contratti regolarmente onorati dalle imprese. Ha ragione il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, che così sintetizza: "In Italia la politica keynesiana è stata fatta alla rovescia, nessun sostegno al settore delle opere pubbliche e slittamento di tutte le previsioni del 2010 forse al 2011, mentre il fenomeno dei ritardati pagamenti pesa, eccome". 

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    Concerning financial approach, the monetary arrangement is the p, int at whicthe h a state uses assessments and government spending to impact the economy. As a rule, monetary approach is non-cyclic: Effects which result from changes in financial strategy need some time until they can be watched.

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