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Anche i costruttori in piazza il 1° dicembre. Il governo studia sconti sull’Iva

Anche i costruttori scendono in piazza. Stanca della totale assenza di una politica per il settore, l'Ance ha convocato per la prima volta nella storia dell'associazione una grande manifestazione nazionale del settore per il 1° dicembre. Parteciperanno migliaia di imprese da tutta Italia. Il presidente del Consiglio vorrebbe evitare questa ulteriore contestazione proveniente dal mondo produttivo e cerca di correre ai ripari chiedendo al ministro dell'economia, Giulio Tremonti, di inserire subito alcune misure nella legge di stabilità o, più probabilmente, nel decreto legge per la crescita.

La prima misura dovrebbe riguardare il pagamento dell'Iva sui beni immobili invenduti.  Norma odiosa per i costruttori. Si tratta dell'obbligo di rettificare l'Iva dovuta dal costruttore se l'alloggio resta invenduto a quattro anni dalla sua ultimazione. In passato, l'Iva si pagava sempre al momento della vendita dell'alloggio. L'Ance chiede l'abolizione della norma fiscale sul pagamento anticipato perché la crisi immobiliare ha dilatato il peso dell'invenduto (arriverebbe al 20% secondo stime del Cresme) e sta mandando a fondo soprattutto le imprese immobiliari del Nord.

 Se ne discute in queste ore, non è ancora chiaro che forma possa prendere l'emendamento. Certo è che Berlusconi ha bisogno di mandare un segnale concreto e certo dopo tanti traccheggiamenti sulle infratsrutture e sull'edilizia, per depotenziare una manifestazione di un settore che aveva accolto il governo, due anni e mezzo fa, con grande entusiasmo. L'Ance batte anche sull'incertezza dei finanziamenti pubblici alle infrastrutture già varati negli ultimi due anni e sull'assenza di nuove risorse per le opere pubbliche. Urgenti, inoltre, l'accelerazione dei pagamenti dovuti alle imprese dalle pubbliche amministrazioni e l'estensione degli ammortizzatori sociali.