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In Europa fai il check in nel centro città, in Italia vai in aeroporto con il Taf vecchio e sporco

Volete un'altra prova che l'Italia, nell'Europa a più velocità, viaggia nei piani bassi, almeno per le infrastrutture e i servizi pubblici? Andate in aereo a Madrid, Vienna o Zurigo e al ritorno potrete usufruire del Cat, il City Airport Terminal, una stazione della metropolitana in centro città adibita a terminal aeroportuale per il check in. E' l'ultimo ritrovato d'avanguardia dei collegamenti aeroporto-città in Europa. Andate , tirate fuori il vostro biglietto aereo, fate la vostra carta d'imbarco e spedite il vostro bagaglio, prendendovela poi comoda per raggiungere lo scalo con i vagoni del metrò.


Anche quest'anno, per due brevi vacanze natalizie  a Berlino e Vienna, ahimè funestate dall'influenza, mi è capitato di salire sull'orrendo trenino che collega il centro di Roma all'aeroporto di Fiumicino. Ogni volta mi chiedo, entrando in quei vecchi e sporchi Taf (Treni alta frequentazione), come facciamo a non vergognarci tutti noi cittadini di Roma, dal sindaco Alemanno alla presidente Polverini all'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti ai vertici di Aeroporti di Roma. Quello è il biglietto da visita della nostra città ai turisti italiani e stranieri che vengono in vacanza e non possono permettersi un taxi a 40 euro o semplicemente pensano – come si pensa in tutte le grandi metropoli europee – che il trasporto pubblico collettivo sia uno straordinario dato di sintesi del funzionamento e dell'accoglienza di una città.

Di tanto si sente qualche ipotesi di soluzione, dall'apertura della linea alla liberalizzazione (la studiò per pirma Walter Tocci, illuminato vicesindaco della giunta Rutelli) a un rafforzamento del servizio Fs. La verità è che nulla succede. Barricato dietro le ultime norme di legge che gli rinnovano il sostanziale monopolio nel trasporto ferroviario locale per almeno sei anni e dietro gli accordi sottoscritti regione per regione, Moretti ripete che il problema non è il suo ma della Regione Lazio che non investe abbastanza su quella tratta. Va bene, la linea "culturale" delle Fs è ormai passata e forse non è neanche sbagliata: Trenitalia è un esecutore di contratti, la responsabilità politica spetta alle Regioni che devono pagare i servizi e a loro volta lamentano il taglio dei fondi dal governo.

Piano piano, inesorabilmente, la distanza dall'Europa cresce e noi restiamo l'ultimo carro di un treno che già cammina più lento degli altri. C'è una forza politica, di maggioranza o di opposizione, che abbia un'idea?

 

  • Daniele B |

    Beh, una delle tante cose che ci allontana dagli altri paesi Europei, ma l’elenco è molto lungo…magari fosse solo il Taf !

  • Adri G |

    La nostra Italia è il vero paese delle banane !. Basta fare il confronto con l’Ecuador ( uno dei primi produttori di banane al mondo ) dove si può arrivare in aeroporto con il tassì pagando 3/5 u$s, o con i bus di linea e con il “metrobus” ( bus doppi circolanti a corsie preferenziali ) sborsando soltanto 0,25 u$s.
    Mi sono sempre domandato perché una corsa in bus dentro Bologna costa 1 €uro e la stessa corsa però che arriva in aeroporto in meno di 20 minuti costa 5 volte di più: 5 €uro !. Mentre per arrivare all’aeroporto di Forlì, ce ne vogliono la metà per una distanza simile. Misteri buffi o paese delle banane DOC ?

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