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Comuni su, aziende locali giù, l’altalena degli appalti con il patto di stabilità. E i progetti di architettura tornano nei cassetti

Sempre più difficile la situazione degli investimenti in lavori pubblici e  architettura sul territorio. Se le grandi città recuperano nel 2010 rispetto agli anni peggiori del patto di stabilità, con una crescita dei nuovi bandi di gara di lavori pubblici del 51% nelle città metropolitane e del 23% nella generalità dei comuni (dati Osservatorio Cresme per Il Sole 24 Ore pubblicati sul quotidiano di domenica 16 gennaio), crollano gli appalti delle aziende speciali ed ex municipalizzate che passano da 7 a 3 miliardi. L'architettura non si sottrae agli effetti lunghi della crisi: a farne le spese non sono solo gli studi piccoli e medi che lavorano sul territorio e scontano la drastica riduzione della domanda pubblica e privata, ma anche le operazioni legate ai grandi nomi italiani e stranieri.

Sul numero di Progetti e Concorsi in distribuzione da oggi (2/2011) una rassegna degli ultimi flop: sono finiti in un cassetto progetti firmati da star come Kengo Kuma a Cava de Tirreni, Jean Nouvel a Rimini, Dominique Perrault a Palermo e Arata Isozaki a Bergamo.
Nel 2009 la provincia di Bergamo ha aggiudicato un concorso internazionale per realizzare la sua nuova sede, ha scelto lo studio di Arata Isozaki, ma il progetto è fermo ai blocchi di partenza a causa mancanza di fondi (e del cambio di giunta). Mancano le risorse anche a Palermo dove il comune per anni ha annunciato la realizzazione di tre ponti pedonali ma l'assessore all'urbanistica ha confermato che "l'operazione resta in stand by perchè non si trovano fonti di finanziamento cui agganciarli". 
Nel pubblico gli annunci senza seguito non sono una novità. Opere grandi e piccole, necessarie o meno. La recessione ha intaccato però anche il settore privato. A Milano, a un anno dall'aggiudicazione del concorso per riqualificare il Garage Traversi lo studio spagnolo Embt Miralles Tagliabue non è più stato contattato per lo sviluppo. L'immobile nel centro del capoluogo lombardo è stato infatti ceduto quest'estate a causa della sofferenza finanziaria della società proprietaria, Mariner. I nuovi operatori, Bipielle real estate, hanno ripreso in mano l'operazione, contano di procedere rapidamente ma per la progettazione tutte le opzioni sono aperte. A Cava de Tirreni è fallita la società Cavamarket che aveva affidato a Kengo Kuma e Arup la progettazione di un nuovo shopping mall. Ancora, freno a mano tirato anche a Rimini dove per il waterfront romagnolo firmato dal francese Jean Nouvel (in partnership con Coopesette in un project financing) si è arenato e l'operazione sembra rimandata al dopo elezioni, previste per giugno.

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