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Sui pedaggi ha ragione Castelli e torto Alemanno

Non è questione di Roma o Milano. E' questione di rigore e demagogia. Le infrastrutture vanno pagate da chi le usa, come qualunque altro bene economico. Io sono romano e non ho apprezzato che la prima cosa che abbia fatto il sindaco capitolino, quando si è insediato, è stato smontare la politica della mobilità di Walter Tocci, fondata sulla sacrosanta tariffazione della sosta. Alemanno ha ridotto da 8 a 4 euro la tariffa per 8 ore di sosta, rendendo di nuovo conveniente prendere la macchina per chi si sposta per lavorare. Si è visto il risultato.

Roberto Castelli ha ragione, quindi, e non perché è leghista né certo  per qualche provocazione di troppo. Ha ragione perché il suo ragionamento è logico e ogni infrastruttura andrebbe pedaggiata: è l'unica strada che abbiamo  per ammodernare il nostro sistema infrastrutturale, è l'unica strada per una mobilità più responsabile e meno disordinata sul piano ambientale.

Pensare di non pagare le infrastrutture, perché sono un diritto, proprio come l'acqua, è una visione infantile che produrrà altri guai e altri ritardi. Questo non ha nulla a che fare con il fatto che ai pendolari possano essere fatti abbonamenti a tariffe molto contenute oppure che i poveri non devono pagare l'acqua. Fornire incentivi, aiuti e sconti alle fasce sociali deboli sul lato della domanda è meno distorsivo e più efficiente che non far pagare il raccordo anulare a nessuno, ricco o povero che sia. Se entrate in un negozio a comprare un filone di pane, chiedete al commerciante di darvelo gratis?

 

 

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